Il Covid nel bambino: dati Epidemiologici

Il Covid nel bambino: dati Epidemiologici

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L’effetto finestra

Molto spesso si è portati a pensare che quello che vediamo attorno a noi sia la rappresentazione di ciò che accade realmente.

Non è così, infatti anche se avessimo un elevato numero di pazienti, la nostra osservazione dei dati epidemiologici sarebbe molto ristretta e relativa ad un angolo di visuale limitato. Il cosiddetto “effetto finestra”, che rappresenta, in questo momento storico, la differenza tra la nostra limitata esperienza e la reale situazione epidemiologica. In altri termini, usando la terminologia dei fotografi, se si usasse un obiettivo normale, si avrebbe una visione limitata rispetto all’utilizzo di un grandangolo.

Questo concetto viene vissuto diversamente per malattie rare ma gravi, per le quali la percezione del rischio è elevata, mentre per malattie molto frequenti ma meno gravi la percezione del rischio è minore, in quanto spesso relativa alla propria limitata esperienza. Ad esempio, la meningite può causare alta mortalità, sono rari i casi di meningite con cui si ha a che fare, ma è chiaro a tutti che, se si presentassero, sarebbero molto gravi.

Per il Covid19 la situazione ora è ben diversa rispetto ai primi tempi, in quanto la maggior parte dei casi che arrivano negli ambulatori pediatrici sono paucisintomatici. È facile pensare, per i medici e per i genitori degli assistiti, che con la variante Omicron BA.5, la malattia in età pediatrica è lieve, si presenta con un po’ di febbre, ma per lo più senza complicazioni, non richiede ospedalizzazione, non determina danni gravi e non porta al decesso. Ma tutto ciò corrisponde a verità?

La realtà

In realtà, come si può vedere dal grafico[1] (fig. 1), mentre all’inizio della pandemia le fasce di età infantili non sono state contagiate, dai primi mesi del 2021 sono stati segnalati molti casi pediatrici, soprattutto con il mutarsi del virus nelle varianti Omicron, dove si è raggiunto un picco di contagi per l’età pediatrica, maggiormente coinvolta; sia la fascia di età 0-4 anni che quella 5-17 hanno richiesto l’ospedalizzazione. (Fig. 2)

Negli USA si sono registrati ad oggi 75,463,921 casi, di cui 14,003,497[2] per la fascia di età pediatrica, che rappresentano il 18.6%.

La variante Omicron ha portato ad un rialzo del numero di ricoveri in ospedale, con un picco raggiunto tra N 2022, di 16 casi per 100.000 per la fascia 5-17 e di .

Nel periodo da ottobre 2020 a settembre 2021[3] sono stati ricoverati 698 bimbi nella fascia 0-4, e di questi, il 6% ha richiesto ventilazione assistita e il 63% non aveva patologie preesistenti.

Le morti in età pediatrica

Negli USA si sono avute globalmente 442 morti in età pediatrica (74 nel 2020, 221 nel 2021 e 147 al 2 giugno 2022)[4].

Se confrontiamo le morti per Covid19 con quelle da altre patologie, sempre in età pediatrica, possiamo riscontrare che[5] nei bimbi 0-4 negli anni 2020-2022 si contano da 74 a 221 decessi per anno causati dal Covid, per influenza negli stessi anni da 68 a 87, per varicella in periodo prevaccini 50 e per rotavirus da 20 a 60 decessi (fig.3).

In Italia

Dall’inizio dell’epidemia alle ore 12 del 20 luglio 2022 sono stati diagnosticati e riportati al sistema di sorveglianza integrata COVID-19 20.421.147 casi, di cui 167.089 deceduti.

La variante Omicron BA.5 risulta essere predominante con una prevalenza a livello nazionale pari a 75.5%.

BA.4 e BA.5 rappresentano una prevalenza complessiva pari a 88,7% del totale analizzato.

Dai dati dell’ISS si evince che, nonostante nel corso dell’ultima settimana il numero di casi segnalati sembra aver raggiunto il picco e iniziato a diminuire, risultano in aumento le ospedalizzazioni, i ricoveri in terapia intensiva e i decessi[6]. (Fig. 4)

Nei bambini i ricoveri per Covid sono simili per numero a quelli per influenza nelle stagioni che hanno preceduto la pandemia.

Gli interventi clinici sono stati più elevati nei ricoveri associati a COVID-19 rispetto all’influenza nei bambini e negli adolescenti. Ad esempio, la necessità di ventilazione assistita è stata di 7,2% per Covid rispetto al 5% per influenza[7].

Dall’inizio dell’epidemia sono stati diagnosticati, e riportati al sistema di sorveglianza integrata COVID-19, 4.298.810 casi nella popolazione 0-19 anni, di cui 21.292 ospedalizzati, 471 ricoverati in terapia intensiva e 61 deceduti. (Fig. 5)

Conclusioni

Ci troviamo ora di fronte ad una malattia totalmente diversa da quella ancestrale del novembre 2019, tanto contagiosa da colpire tutti i bambini e con dei numeri estremamente alti, che per lo più comporta un decorso della malattia in forma lieve ma, talvolta, può portare a complicazioni piuttosto gravi, tali da richiedere ospedalizzazione, fino ad arrivare, purtroppo, al decesso.

Il dovere di medici e pediatri, in questo momento storico, è senz’altro quello di sensibilizzare ulteriormente le famiglie, facendo capire che purtroppo le possibilità di esito negativo globalmente sono alte, e pensare che si tratti sempre di una banalità potrebbe essere assai imprudente.

[1]  CDC COVID Data Tracker: Trends in Cases and Deaths by Race/Ethnicity, Age, and Sex
[2]  COVID-19 and Age (aap.org)
[3]  Delahoy, et al., Clin Infect Dis 2021 2; 73:336 340. /cid/ciac388/6589788 FluSurv NET (October–April 2017–2021) and COVID NET (October 2020–September 2021
[4]  Centers for Disease Control and Prevention (cdc.gov)
[5] Anderson EJ, et al. Clin Infect Dis 2021; 73:336 340. cid/ciaa142
[6] Jones J. Epidemiology of COVID-19 in Children Aged 5–11 years. https://www.cdc.gov/vaccines/acip/meetings/downloads/slides-2021-11-2-3/03-Covid-Jefferson-508.pdf. (accessed April 2022).
[7] https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/sars-cov-2-sorveglianza-dati.22/07/2022