Social baby star, i bambini e rischi del web.

Social baby star, i bambini e rischi del web.

Nell’era del digitale, internet ha completamente rivoluzionato il nostro modo di vivere e di stare a contatto con le persone;
Eleonora Campolmi

Eleonora Campolmi

Psicologa Psicoterapeuta
Contenuto selezionato da Pediatotem

Nella società in cui viviamo, fortemente interconnessa, non ci stupisce, ormai, vedere i più piccolini usare abilmente uno smartphone.

Clicca qui per vedere l’intervista alla dott.ssa Eleonora Campolmi.

Stanno spopolando sempre di più tra i giovanissimi i baby influencer che, su piattaforme come YouTube e TikTok, fanno video, cantano, ballano, fanno tutorial, riscuotendo un grande successo soprattutto tra i più piccolini.

Rispetto alle pubblicità a cui siamo abituati, il video è più spontaneo e diretto, il bambino lo sente più vicino a lui e al suo mondo, e ciò permette una miglior identificazione; strutturato in maniera semplice e con un linguaggio comunicativo chiaro, anche se in un’altra lingua, raggiunge facilmente il baby utente attratto dai contenuti proposti che stimolano la sua attenzione.

È da considerare però che fino a sette anni circa, il bambino ancora non è in grado di costruire un pensiero critico, la sua struttura mentale ancora non è pronta per capire cosa ci sia dietro quei video che gli piacciono tanto, e quindi vuole vederne un altro e un altro e un altro ancora.

Come gli adulti con i social, per i bambini passare il tempo sullo schermo del dispositivo a guardare un video dopo l’altro, può diventare una vera e propria dipendenza. In quel momento si sentono felici, soddisfatti, e appagati; questo perché nella mente del baby utente che sta guardando i video, vi è un aumento della dopamina, il neurotrasmettitore del piacere, e porta il bambino a non voler smettere di guardare i video.

Infatti, quando vengono privati dello smartphone diventano apatici e meno stimolati, non sono interessati a fare altro, e possono arrivare addirittura a delle vere e proprie crisi di rabbia che il genitore fatica a gestire.

I baby utenti, se lasciati ad un uso improprio dei dispositivi digitali e del mondo dei baby social, possono presentare problematiche ben più rilevanti come disturbi dell’attenzione e iperattività, impulsività, problemi del sonno o obesità, perché sono spinti ad una vita sempre più sedentaria.

È compito del genitore intervenire per promuovere un utilizzo più sano e responsabile dei dispositivi, ma spesso sono proprio i primi a sottovalutare e a non vedere quello che c’è dietro.

Le baby star del web, infatti, iniziano per gioco, perché magari è divertente fare un balletto con gli amici o anche con mamma e papà, che poi condivideranno sui loro profili social. Il video riscuote successo, il bambino si diverte nel farlo e vuole farne ancora, raggiungendo sempre più persone sul web, arrivando a migliaia e migliaia di follower, fino a diventare un vero e proprio lavoro, venendo contattati magari da qualche sponsor. Vengono così esposti ad uno stile di vita che non appartiene al loro mondo, spinti a mettere da parte le attività proprie della loro età, dalla scuola alle amicizie, allo sport ecc.

Questo porta però a grossi rischi per la salute e lo sviluppo psicologico del bambino, dietro c’è un messaggio fortemente diseducativo, diffuso dalla cultura dell’immagine a discapito del reale, della condivisione estrema sui social senza rispetto per la privacy e per i momenti di intimità con la famiglia. Anzi è proprio la famiglia, soprattutto i genitori, che vedono in questo un guadagno, mettendo da parte il ruolo di genitori e educatori, diventando dei veri e propri manager.

Il ruolo del genitore può venire così confuso, per i genitori dei baby utenti, è più facile davanti al pianto o ai capricci del bambino, accontentarlo con il tablet o il cellulare per farlo stare buono, ma quello che sta comunicando il genitore è che non è in grado di soddisfare i bisogni del proprio figlio, delegando tutto alla tecnologia. Il bambino dal canto suo percepisce che difronte alle difficoltà c’è sempre la tecnologia che lo puoi aiutare e lo può confortare, diventando così un circolo vizioso.

Ovviamente non si può pensare di allontanare totalmente il bambino dal mondo della tecnologia, di internet e del digitale. È importante che i genitori parlino dei rischi di internet, dei video e di ciò che c’è dietro, con i propri figli, mostrando loro un’altra versione dei fatti,

È giusto che si ricavino dei momenti insieme, interessandosi a ciò che il bambino sta facendo in quel momento, quando questi è preso dal video, quasi ipnotizzato, ponendogli domande su cosa ne pensa di ciò che sta guardando, su cosa gli piace, per ragionare e giocare insieme.

I genitori dovrebbero iniziare a prendere molto più sul serio questo problema, è bene che diano il giusto esempio e che rispecchino il ruolo di educatori, guidando i figli ad un uso consapevole dei dispostivi, accompagnando i bambini e gli adolescenti a diventare sempre più autonomi nell’uso sicuro e positivo della tecnologia; perché come ha detto lo stesso Jung “i bambini vengono educati da quello che gli adulti sono e non dai loro discorsi”.

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