Vaccino anti Covid in pratica

Vaccino anti Covid in pratica

Tutti gli insegnamenti che abbiamo avuto nella nostra formazione medica ci hanno fatto presente che l’immunità naturale è sempre migliore di quella da vaccino. Tuttavia, ci sono sempre state delle eccezioni, come ad esempio quella della pertosse, per la quale la malattia naturale non dà immunità permanente ed il vaccino richiede dei richiami1.

Giovanni Vitali Rosati

Giovanni Vitali Rosati

Membro della Commissione regionale vaccini della Toscana e Responsabile per la Fimp della rete Vaccini della Regione Toscana

Malattia naturale vs vaccinazione

Lo stesso dobbiamo dire per il Covid, per cui la malattia naturale non dà una protezione sufficiente1. Anche i soggetti immunizzati in modo naturale, possono aspettarsi di venire nuovamente contagiati, prima o dopo, a seconda di alcuni fattori come lo stato del proprio sistema immunitario, il grado di esposizione al virus e il tipo di variante contratta in passato2.
Le sotto-varianti Omicron BA.4 e BA.5 di SARS-CoV-2 hanno dimostrato di superare le difese immunitarie in modo maggiore rispetto alle varianti precedenti, ma ricerche recenti mostrano che se l’infezione precedente si è avuta con una variante più vecchia (come Alpha, Beta o Delta), si ha una certa protezione anche contro la reinfezione con BA.4 o BA.5 e che una precedente infezione da Omicron è ancora più efficace.
Questa è stata la conclusione di uno studio3  che ha valutato tutti i casi di COVID-19 in Qatar dall’inizio dell’ondata di infezioni da BA.4 e BA.51.
La vaccinazione, in ogni caso, è sempre raccomandata perché evita i casi gravi e le ospedalizzazioni e se da un lato possiamo notare una riduzione nel tempo dell’efficacia nel prevenire le infezioni ed i casi lievi da Omicron, questo non è vero per le forme severe4 sia verso Omicron che Delta.
Tutto ciò sottolinea l’importanza della vaccinazione anche per chi ha avuto la malattia naturale.

Cosa raccomandano le Società scientifiche?

Sono necessarie alcune attenzioni e le varie Società scientifiche (SIP1, SIPPS e FIMP2 ) hanno dato delle indicazioni in merito.
Il vaccino necessita di richiami e quindi un bimbo che si è infettato è comunque  consigliabile che sia vaccinato. Vediamo come comportarci nei vari casi che possono presentarsi:

  • se un bambino ha già contratto il Covid e ancora non sono passati 12 mesi, la prima dose può essere fatta tra i 6 ed i 12 mesi dall’infezione; dopo 4 mesi (per gli over 12) si fa il richiamo;
  • se un bambino ha già contratto il Covid ma sono passati più di 12 mesi dall’infezione allora si segue lo schema vaccinale classico: prima dose, seconda dopo 21 o 28 giorni e richiamo (solo per over 12) dopo 4 mesi;
  • se contrae il Sars-CoV-2 subito dopo aver effettuato la prima dose di vaccino, entro il tredicesimo giorno dall’inoculazione, la seconda dose viene fatta entro 6 mesi dall’infezione e la dose di richiamo, per gli over 12, può essere fatta dopo 4 mesi;
  • se, invece, contrae il Covid 14 giorni dopo aver effettuato la prima dose di vaccino, oltre il tredicesimo giorno dall’inoculazione dalla prima dose, non è necessario effettuare la seconda dose, perché l’infezione agisce come “seconda dose naturale”, viene quindi somministrata, sempre per gli over 12, la dose booster dopo 4 mesi dall’infezione;
  • se invece, un ragazzo sopra ai 12 anni contrae il Covid dopo le prime due dosi, in questo caso il booster viene fatto dopo 4 mesi.

Se il bambino non ha mai contratto il Covid?

Se il bambino non ha mai contratto il Covid, sarà necessario effettuare il ciclo vaccinale completo: tra la prima e la seconda dose devono passare 21 o 28 giorni, a seconda del vaccino che è stato somministrato; la dose di richiamo, booster (in Italia solo per gli over 12), può essere fatta dopo 4 mesi.
Il booster per i bambini 5-11 è già stato approvato da FDA, EMA ed è già in uso in USA e Canada, l’Aifa invece, ancora non ha dato l’approvazione per questa fascia, come anche per la fascia 6 mesi 5 anni ancora non ci sono indicazioni specifiche.

Se un bambino ha una immunodeficienza?

I vaccini a mRNA sono considerati alla pari dei vaccini inattivati e quindi non presentano rischi superiori negli individui immunocompromessi rispetto alla popolazione generale.
Rispetto all’efficacia, uno studio multicentrico, condotto su 505 pazienti, ha evidenziato che il vaccino anti-Covid19 con mRNA-1273 è immunogeno nei difetti anticorpali lievi, nei difetti della fagocitosi e nella maggior parte dei pazienti con immunodeficienza combinata.
Nonostante, ad oggi, non abbiamo dati esaustivi sulla possibilità che la risposta immunitaria umorale e cellulare possa essere adeguata in molti di questi pazienti, la sicurezza e la tollerabilità dei vaccini anti-Covid19 fanno sì che ne venga raccomandato l’uso in modo da favorire una possibile protezione, anche laddove limitata. Per questi motivi si suggerisce una terza dose a distanza di 4 mesi .

Se un bambino è allergico?

I bambini con allergie possono essere vaccinati, ma va prestata attenzione ai pazienti con pregresse reazioni anafilattiche che devono rimanere in osservazione 60 minuti. I pazienti con allergie note ai componenti del vaccino, dovrebbero consultarsi con un allergologo ed effettuare la vaccinazione in ambiente protetto. L’incidenza di reazioni anafilattiche gravi, dopo la vaccinazione con principio attivo Tozinameran, è di 2,5-11 casi su 1.000.000 di dosi somministrate1Tutti i pazienti, eccetto quelli con allergie note ai componenti del vaccino, possono essere vaccinati nei diversi setting (ad esempio in ambulatorio dal Pediatra o dal Medico di famiglia, al centro vaccinale, o a domicilio).

 

Se il bambino è affetto da una patologia cronica?

I bambini con malattie croniche, soprattutto quelli con disabilità neurologiche e immunodeficienze, sono più a rischio di complicanze a causa dell’infezione da Sars-CoV-2 e pertanto, a maggior ragione, è fortemente raccomandato che vengano vaccinati.

L’asma è una controindicazione?

No, se un bambino è affetto da asma cronica la vaccinazione è fortemente raccomandata proprio per prevenire possibili complicanze, in quanto il rischio di svilupparne sarebbe maggiore nei bambini affetti da asma.

È necessario effettuare il dosaggio degli anticorpi anti Sars-Cov-2 neutralizzanti prima del vaccino?

Assolutamente no in quanto, come detto in precedenza, se anche il bambino avesse già contratto il Covid, la vaccinazione non solo non sarebbe controindicata ma è anche utile per dare una protezione maggiore.

Se il bambino è in terapia con anticoagulanti?

Come per tutte le iniezioni intramuscolari, se è in corso una terapia anticoagulante o se il bambino ha una grave piastrinopenia, si porrà attenzione a non traumatizzare eccessivamente il punto di inoculazione e poi andrà mantenuta la compressione per alcuni minuti.

[1] Bartolozzi.G., Vaccini e Vaccinazioni. Elsevier, terza edizione, pag 879
[2] N Engl J Med 2021; 385:2487-2489,DOI: 10.1056/NEJMc2108120
[3] https://www.nature.com/articles/d41586-021-02825-8
[4] Prior Omicron infection protects against BA.4 and BA.5 variants https://www.nature.com/articles/d41586-022-01950-2
[5] JAMA Netw Open. 2022;5(9):e2232760. doi:10.1001/jamanetworkopen.2022.32760
[6] https://sip.it/2022/01/25/covid-quando-vaccinare-i-bambini-che-hanno-avuto-linfezione/
[7] https://www.sipps.it/attivita-editoriale/volumetti-guide-pratiche/vaccinare-in-sicurezza-nellambulatorio-del-pediatra/