Conoscere il Diabete

Novembre è il mese in cui dal 2007 è stata istituita dall’ONU la Giornata Mondiale del Diabete (GMD), un’occasione per accendere i riflettori su una malattia che è in continuo aumento e che richiede una particolare attenzione per una diagnosi precoce.

Prof.ssa Sonia Toni

Prof.ssa Sonia Toni

Direttrice centro Diabete Meyer di Firenze
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Il diabete che cos’è?

Il Diabete Mellito di tipo 1, “il diabete giovanile”, è una malattia autoimmune causata dalla distruzione delle cellule del pancreas che producono l’insulina. Insorge tipicamente in età pediatrica, anche se si hanno esordi in età adulta.

Il Diabete Mellito di tipo 2, “il diabete dell’adulto”, è causato da un difetto nell’azione dell’insulina. Tipicamente insorge negli adulti, anche se l’età si sta progressivamente abbassando, con diagnosi sempre più numerose in epoca puberale.

Quali campanelli d’allarme non vanno sottovalutati?

Il bambino all’esordio del diabete urina spesso (poliuria), beve più del solito (polidipsia), si sveglia di notte per bere ed urinare, riprende a bagnare il letto (enuresi), ha più fame del solito (polifagia) ma dimagrisce, è stanco ed ha meno energia (astenia).

Nel bambino piccolo un segno caratteristico è la scarsa tenuta del pannolino per la poliuria, ma anche la voracità nel prendere il biberon (sete) e l’arresto della crescita.

Non perdiamo tempo: in presenza di questi sintomi è importante intervenire subito, anche un giorno di attesa può essere troppo, se non possiamo contattare immediatamente il pediatra, rivolgiamoci al Pronto Soccorso.

Questo quadro iniziale, infatti, evolve rapidamente verso la chetoacidosi, caratterizzata da vomito, dolori addominali, disidratazione grave, alito acetonico, fino ad arrivare, purtroppo, nei casi più gravi, al coma.

Quanto conta lo stile di vita nella prevenzione?

Uno stile di vita sano è alla base del nostro benessere nel quotidiano e rappresenta un investimento fondamentale per la salute futura nostra e dei nostri figli. Stile di vita sano vuol dire mantenere un’alimentazione corretta, svolgere regolare attività fisica, e avere un adeguato riposo.

È fondamentale seguire le indicazioni presenti nella dieta mediterranea, peraltro riconosciuta Patrimonio Unesco: privilegiare cereali, frutta e verdura di stagione, alimenti a filiera corta ed evitare snack, bibite e alimenti ad alto contenuto calorico e di zucchero.

Per la prevenzione del diabete di tipo 2 lo stile di vita sano è fondamentale: sovrappeso e obesità sono fattori di rischio per il suo sviluppo.

Il diabete di tipo 1, ad oggi, non si può prevenire, ma è assolutamente necessaria una diagnosi precoce per prevenire la chetoacidosi.

Perché un aumento così importante dei casi di diabete di tipo 1?

Ogni anno le diagnosi di diabete tipo 1 crescono del 3,6%. Per il diabete tipo 1 si parla di circa 13-15 nuovi casi su 100.000 bambini (in Toscana significa circa 120 nuove diagnosi all’anno). Fa riflettere che, qualche decennio fa, il diabete di tipo 2 nei bambini non esisteva, oggi in Toscana, invece, abbiamo circa 10 nuove diagnosi all’anno.

Una scienza relativamente nuova, l’epigenetica, ci insegna che i nostri comportamenti e l’ambiente in cui viviamo influenzano nel tempo il nostro patrimonio genetico, attivando o silenziando il nostro DNA e quindi siamo più esposti a malattie tumorali, autoimmuni e degenerative.

In generale l’aumento di tante malattie, come anche il diabete, trova una parziale spiegazione nei cambiamenti dell’ambiente e delle abitudini che hanno caratterizzato l’ultimo secolo.

I ragazzi con diabete tipo 1 riescono comunque a fare una vita simile ai loro coetanei?

La diagnosi di malattia cronica è sempre devastante per una famiglia, anche per le implicazioni pratiche che la diagnosi di diabete comporta (4-5 iniezioni al giorno, controlli della glicemia, alimentazione controllata, correzioni dell’ipoglicemia e dell’iperglicemia).

Col tempo ci si adatta e i bambini sono i primi con il loro comportamento a insegnarlo ai genitori.

Un bambino con diabete ben controllato può e deve continuare a fare sport e non ha limitazioni per le attività quotidiane. Se il bambino è già abituato a mangiare bene, e sulla sua tavola non mancano frutta, verdura, pane e pasta, la sua alimentazione non dovrà subire grandi cambiamenti e potrà continuare sulla stessa strada, senza dover escludere i dolci ma limitandosi a un consumo moderato.

Sicuramente la diagnosi di diabete richiede di seguire delle regole e di creare intorno al bambino e alla famiglia una rete di sicurezza che permetta l’inserimento a scuola, l’inserimento nel mondo dello sport, l’inserimento nel gruppo dei pari.

È fondamentale, quindi, formare tutte le figure professionali con cui il bambino si relaziona.