Eppure credevo di averlo protetto!

Eppure credevo di averlo protetto!

La meningite è provocata da 12 sierogruppi di Neisseria. Noi disponiamo di vaccini contro il sierogruppo C, ACWY e B.

Rocco Russo

Rocco Russo

Pediatra
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Molti genitori che hanno fatto il vaccino per C non sanno che non sono protetti per gli altri sierotipi. Compito del pediatra è quello di verificare l’effettuazione delle vaccinazioni e la reale protezione dei propri assistiti. Il Dott. Rocco Russo in questo articolo ne spiega le basi scientifiche.

Clinica e Epidemiologia

L’elevato tasso di mortalità e di morbilità, in associazione alle sequele neurologiche, visive, uditive e disabilità fisica, rendono la meningite meningococcica un serio problema non solo per la salute pubblica, ma anche per la stessa economia caratterizzata dalle rilevanti spese per il SSN sia per la gestione del ricovero nella fase acuta sia per il follow-up dei pazienti, soprattutto più piccoli, sopravvissuti con le gravi sequele.
In Italia e in Europa, il sierogruppo B e C risultano essere la causa più frequente di malattia invasiva. Il sierogruppo B è stato quello più frequentemente riscontrato nel 2020 (circa il 67%) ed in crescita rispetto al biennio precedente (45% nel 2018 e 51% nel 2019), rappresentando l’81,3% dei casi (69,2% nel 2018 e 80,8% nel 2019) nella fascia di età 0-4 anni, e l’87,5% dei casi (56% nel 2018 e 52% nel 2019) nella fascia di età dei giovani adulti 15-24 anni.1
Nell’anno 2019 i casi confermati di malattia meningococcica invasiva nella fascia di età 15-24 anni sono risultati essere 34 su un numero totale di 189 casi nell’intera popolazione. Tra i 34 casi segnalati, 43,75% risultava essere attribuibile al MenB, mentre: 31.25% a MenC, 6,25% a MenW, 15,63% MenY. (FIG. 1)

Possibilità di prevenzione

Tra gli interventi preventivi contro le infezioni meningococciche non bisogna sottovalutare l’impiego delle misure “non farmacologiche”, riconosciute anche dalla stessa OMS2, per il contenimento della diffusione dei patogeni trasmissibili per via respiratoria, quali ad esempio l’uso dei dispositivi di protezione individuale e distanziamento sociale messi in atto per l’emergenza sanitaria da COVID-19, e che nel 2020 hanno portato a rilevare una certa stabilità nel numero medio annuale di segnalazioni di casi di malattia invasiva da meningococco.

Il valore della vaccinazione

Ai suddetti interventi la vaccinazione rappresenta la strategia di prevenzione primaria più efficace per ridurre il rischio di morte e di danni permanenti conseguenti ad una infezione meningococcica causata dal sierogruppo di tipo B.
Attualmente abbiamo a disposizione due diversi vaccini contro il Meningococco B.

Il vaccino antimeningococcico di tipo B, come previsto dal vigente Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale (PNPV), viene raccomandato con offerta attiva e gratuita per tutti i neonati, età in cui è massimo l’impatto della malattia; per cui risulta essere di fondamentale importanza iniziare prima possibile lo stesso ciclo vaccinale; tuttavia, come riportato anche nello stesso PNPV, considerata l’epidemiologia delle infezioni meningococciche, in prospettiva dovranno essere approntare politiche di offerta attiva di tale vaccinazione anche nella popolazione adolescente.
Tale fascia di età rappresenta una percentuale significativa nel numero complessivo dei casi, con un tasso di letalità tra i pazienti non-anziani (< 65 anni di età) che risulta essere più elevato nei soggetti di età compresa fra i 15 e i 24 anni.3
Un altro aspetto rilevante è caratterizzato dal fatto che, negli adolescenti, i sintomi precoci vengono riconosciuti più tardi, con prolungamento del ricovero ospedaliero e con conseguente presenza di una gamma di esiti fisici e psicologici molto ampia e severa.4
Il “disease burden” della patologia invasiva da meningococco B con particolare riferimento all’impatto clinico ed economico delle sequele nella fascia adolescenziale, ha indotto alcune Regioni Italiane (Sicilia, Calabria, Puglia, Basilicata, Campania, Lazio) ad offrire in maniera attiva e gratuita anche agli adolescenti l’opportunità di essere potetti con la vaccinazione contro il Meningococco di tipo B.
Il valore della strategia vaccinale antimeningococcica di tipo B nella fascia adolescenziale, ma soprattutto nelle fasce di pazienti a rischio per patologie, oltre ad offrire una protezione aggiuntiva a questo specifico gruppo di soggetti a rischio elevato di contrarre la malattia, permetterebbe anche di massimizzare la protezione della comunità andando potenzialmente ad interrompere la circolazione dello stesso virus. Considerata l’efficacia e la sicurezza della vaccinazione antimeningococcica di tipo B, l’auspicio è che vengano messi in atto sul territorio nazionale specifici modelli organizzativi finalizzati ad implementare una valida ed efficace strategia vaccinale caratterizzata dal raggiungimento di adeguati livelli di copertura vaccinale, quali ad esempio opportunità di cosomministrare il vaccino MenB in adolescenza nella stessa seduta con altri vaccini previsti per tale fascia di età, come ad esempio con le due dosi utilizzate per altre vaccinazioni, così come la messa in atto di specifiche campagne di informazione o ambulatori vaccinali nelle scuole (che potrebbero integrare il modello organizzativo della vaccinazione presso l’ambulatorio del proprio Medico di fiducia), quale base ottimale per aumentare la compliance alla stessa vaccinazione.

  1. Sorveglianza delle malattie batteriche invasive in Italia. Istituto Superiore Sanità. Rapporto 2020. https://www.iss.it/documents/20126/0/Rapporto+MaBI+2020.pdf/a2d63000-2b68-56d9-bdf2-b471bd77417d?t=1644488786938
  2. Non-pharmaceutical public health measures for mitigating the risk and impact of epidemic and pandemic influenza. Geneva: World Health Organization, 2019 (https://apps.who.int/iris/bitstream/handle/10665/329438/9789241516839-eng.pdf Accesso Giugno 2022).
  3. Edge C, Waight P, Ribeiro S, Borrow R, Ramsay M, Ladhani S. Clinical diagnoses and outcomes of 4619 hospitalised cases of laboratory-confirmed invasive meningococcal disease in England: Linkage analysis of multiple national databases. J Infect 2016;73(5):427-36
  4. Thompson MJ, Ninis N, Perera R, Mayon-White R, Phillips C, Bailey L, Harnden A, Mant D, Levin M. Clinical recognition of meningococcal disease in children and adolescents. Lancet 2006;367(9508):397-403.

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