Le meningiti

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Le meningiti

Dott. Roberto Sassi, Pediatra di Famiglia

LE MALATTIE MENINGOCOCCICHE

Le malattie meningococciche sono gravi malattie batteriche causate dal Meningococco (Neisseria meningitidis).Questo germe può provocare gravi casi di meningite (infiammazione delle membrane che rivestono il cervello e il midollo spinale) soprattutto nei bambini piccoli e negli adolescenti.

Inoltre, se il batterio raggiunge il sangue, può interessare altri organi determinando un quadro clinico ancora più serio (sepsi).

Ci si può ammalare di malattia meningococcica a tutte le età, ma la malattia è più comune nei bambini con meno di un anno di età e tra i 12 e i 21 anni.

In Italia ogni anno sono accertati circa 150-200 casi di meningite meningococcica, ma probabilmente i casi reali sono molti di più, anche se talora non correttamente diagnosticati.

Nonostante sia possibile una cura con antibiotici, l’infezione spesso è così rapida che, anche con una diagnosi e terapia tempestiva, essa provoca la morte nel 10-15% dei casi. Di quanti sopravvivono, una percentuale tra l’11 e il 19% può avere delle complicanze come: amputazioni di arti o segmenti di arti, malattie del sistema nervoso (paralisi, convulsioni o ictus), sordità, disturbi della sfera psico-affettiva e ritardo mentale.

Esistono 12 gruppi di meningococchi, di cui 5 (A, B, C, Y, W135) sono responsabili della malattia meningococcica invasiva.Per tutti e 5 i gruppi è oggi disponibile un vaccino.

Il Meningococco B

Il Meningococco B, dal 2007 al 2011, ha causato in media circa il 61% dei casi totali di malattia invasiva da meningococco.L’incidenza di questa patologia è particolarmente accentuata nei bambini sotto l’anno di vita: uno studio inglese dimostra, infatti, come i casi di MenB si osservino prevalentemente tra il quarto ed il nono mese di vita, con un picco registrato nel quinto mese. Ma la malattia è documentata anche negli adulti.

Il vaccino

Lo sviluppo di un vaccino contro questo batterio ha rappresentato per molto tempo una sfida perché i metodi tradizionali, utilizzati con successo per la messa a punto di vaccini contro gli altri 4 sierogruppi meningococcici patogeni che causano malattie, si sono rivelati fallimentari per questo sierogruppo.Oggi, grazie ad una tecnica innovativa denominata “reverse vaccinology” è stato reso possibile lo sviluppo di un vaccino universale contro il meningococco B, e tale vaccino è oggi disponibile in Italia.Il vaccino può essere utilizzato già nei lattanti di età pari o superiore a 2 mesi, e la somministrazione, che avviene per via intramuscolare, può essere effettuata anche in concomitanza ad uno qualsiasi dei vaccini attualmente proposti.Nel caso di co-somministrazione con altri vaccini, il vaccino antimeningococcico di tipo B deve essere iniettato in una sede di iniezione separata.

Chi vaccinare?

Il vaccino contro la meningite da meningococco B è consigliato soprattutto al bambino entro il primo anno di età e, grazie ai nuovi LEA (livelli essenziali di assistenza pubblica), viene offerto gratuitamente a tutti coloro che lo richiedono.

Quando vaccinare?

I lattanti di età compresa tra 2 e 5 mesi devono ricevere 3 dosi di vaccino.

In particolare, il nuovo il calendario nazionale prevede la somministrazione di 2 dosi nel corso del primo anno di vita, a distanza di almeno due mesi l’una dall’altra, più un richiamo prima dei 2 anni di età.

I bambini non precedentemente vaccinati di età compresa tra i 6 ed i 23 mesi devono ricevere sempre 2 dosi di vaccino, più il richiamo.

I bambini non precedentemente vaccinati di età compresa tra i 2 ed i 14 anni devono ricevere 2 dosi di vaccino, senza richiamo.

Chi non deve essere vaccinato?

Non devono essere vaccinati i bambini che hanno manifestato ipersensibilità grave (anafilassi) ai principi attivi o ad uno qualsiasi degli eccipienti contenuti nel vaccino.

Inoltre, il vaccino non deve essere somministrato a soggetti affetti da trombocitopenia o da qualsiasi patologia della coagulazione che controindichi l’iniezione intramuscolare, a meno che il potenziale beneficio non superi nettamente il rischio della somministrazione.

Quando rimandare la vaccinazione?

Come per altri vaccini, la somministrazione del vaccino anti-meningococco B deve essere rimandata nei soggetti affetti da uno stato febbrile acuto. Tuttavia essa non è da rimandare nel caso di una lieve infezione, come il raffreddore.

Ci sono rischi?

Un vaccino, come qualunque altro farmaco, potrebbe causare reazioni allergiche, anche se il rischio di tali reazioni, soprattutto se gravi, è estremamente basso. Tuttavia, La sicurezza del vaccino anti-meningococco B è stata estensivamente studiata e da questi studi è emerso che le più comuni reazioni avverse osservate nei bambini sono state: indolenzimento e arrossamento in sede di iniezione, febbre e irritabilità. Negli adolescenti e negli adulti le reazioni avverse più comuni osservate sono state: dolore in sede di iniezione, malessere e cefalea.

Cosa fare se c’è reazione?

Una reazione allergica grave si manifesta in genere entro pochi minuti (fino ad un’ora) dalla vaccinazione.I segni e sintomi comprendono difficoltà nella suzione, debolezza, raucedine, stridore o difficoltà respiratoria, battito del cuore accelerato, pallore. Una reazione allergica grave richiede un trattamento immediato. Oltre il 90% dei casi si verifica nei primi minuti dalla inoculazione del vaccino. Quindi dopo la vaccinazione si consiglia di attendere 15-30 minuti in ambulatorio.E’ necessario osservare ogni situazione insolita, come febbre alta o alterazioni del comportamento del bambino. In questi casi è importante contattare immediatamente il pediatra curante.

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